NCC, Federnoleggio: da cinque mesi imprese messe fuorilegge dal Governo. Nuova norma incostituzionale, va abolita

“Ribadiamo l’assoluta incongruenza di una legge profondamente iniqua”

“Per 26 anni abbiamo svolto la nostra attività nel rispetto delle norme della legge 21 del 1992 che regolava il settore ed ora siamo diventati, da cinque mesi, dei fuorilegge per mano del Governo con la nuova norma nella legge 12/2019 per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea”.

A dichiararlo è Luigi Pacilli, presidente di Federnoleggio Confesercenti, a margine della riunione tenutasi oggi presso il  ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti insieme alle altre sigle di imprese di autonoleggio con conducente.

“Ribadiamo l’assoluta incongruenza di una legge profondamente iniqua, scritta a solo vantaggio della categoria dei taxi – prosegue Pacilli – sono ventisei anni che a Roma ci sono 1.000 autorizzazioni NCC a fronte di 8.000 licenze taxi; a Milano ci sono 240 autorizzazioni NCC a fronte di 5000 licenze taxi”. Secondo lo studio presentatoci dal Direttore del CED della Motorizzazione Civile, delle 29.000 licenze taxi presenti sul territorio nazionale, 19.000 si trovano tra le città di Milano, Torino, Roma e Napoli – oltre il 65% del totale – mentre delle 28.000 autorizzazioni NCC solo 9.000 sono distribuite sempre in queste quattro città – meno del 35% del totale”.

“Senza un deciso cambio di rotta – conclude il presidente di Federnoleggio – chiuderanno migliaia di imprese NCC che operano da decenni sul mercato garantendo occupazione. Non ci fermeremo, prosegue la nostra lotta in difesa delle imprese oneste contro una legge incostituzionale e anticoncorrenziale, che va abolita”.

 

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