La crisi della panificazione e la questione del consumo sul posto  approdano in parlamento

Presentata un’interrogazione in Commissione Attività Produttive dall’On. Zardini. Cosa intende fare il Ministro Di Maio?

E’ stata presentata infatti in Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati un’interrogazione da parte dell’On. Zardini sulla crisi della panificazione denunciata dai Presidenti di Fiesa Assopanificatori Confesercenti – Davide Trombini e Assipan Confcommercio – Claudio Conti. Nell’interrogazione al Ministro dello Sviluppo Economico On. Luigi Di Maio l’On.  ZARDINI chiede di sapere, – premesso che:

   il 29 maggio 2019, la Confesercenti ha comunicato che le federazioni di categoria dei panificatori, Assipan Confcommercio e Assopanificatori Confesercenti, ossia le associazioni maggiormente rappresentative del settore, con una nota congiunta ai Ministri Di Maio, Salvini e Centinaio, hanno denunciato il rischio di chiusura per migliaia di forni;

   il problema nascerebbe dall’applicazione distorta della normativa che consente il consumo sul posto, disciplinata dal decreto-legge 4 aprile 2006, n. 223, che sta causando ingenti danni alle attività commerciali e di laboratorio di vicinato alimentare in tutt’Italia e a Roma in particolare;

   il decreto-legge 4 aprile 2006, n. 223, stabilisce che le attività commerciali sono svolte senza limiti e prescrizioni, senza sottostare al divieto o all’ottenimento di autorizzazioni preventive per il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l’esercizio di vicinato se effettuato utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda, con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie;

   lo stesso decreto consente il consumo sul posto anche ai titolari di impianti di panificazione con le stesse modalità applicative cui devono sottostare i titolari di esercizi di vicinato;

   la situazione sembrerebbe, invece, diversa e, per esempio, particolarmente drammatica a Roma dove i vigili urbani hanno eseguito numerosi controlli sui panificatori del centro città, con blitz seguiti da sequestri di tavoli e sedie e multe per migliaia e migliaia di euro: a questo proposito, i presidenti di Assipan e di Assopanificatori “denunciano una vera e propria attività persecutoria che spinge i panificatori verso una crisi irreversibile e alla chiusura di 1.500 attività di vicinato alimentare con laboratori, nel solo centro di Roma, bruciando 10.000 posti di lavoro, mandando all’aria investimenti per oltre 200 milioni di euro, spingendo la città verso il rischio desertificazione di servizi alimentari essenziali»;

   sull’argomento il Ministero dello sviluppo economico, intervenendo attraverso varie interpretazioni su circolari e risoluzioni, ha ritenuto ammissibile, tra le altre cose, solo l’utilizzo di piani di appoggio di dimensioni congrue all’ampiezza e alla capacità ricettiva del locale nonché la fornitura di stoviglie e posate a perdere;

   successivamente, il Ministero dello sviluppo economico ha previsto la possibilità di consentire la presenza di un limitato numero di panchine o altre sedute non abbinabili a eventuali piani di appoggio, essendo invece tipica di bar e ristoranti la consumazione seduti al tavolo, anche se eventualmente svolta con modalità self-service;

   sull’argomento il Consiglio di Stato, con sentenza n. 2280, del 21 marzo 2019, ha riformato la sentenza (n. 02147/2018) con cui il Tar Lazio aveva confermato la determinazione dirigenziale con la quale il comune di Roma aveva ordinato a un laboratorio di gastronomia la “cessazione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande abusivamente intrapresa», attenendosi al titolo autorizzatorio posseduto, superando così le condizioni poste dal Ministero dello sviluppo economico alla presenza di arredi e mantenendo l’unico limite dell’assenza del servizio assistito di somministrazione;

   anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella segnalazione S2605 del 27 ottobre 2016, ha segnalato al Ministero dello sviluppo economico le distorsioni alla concorrenza derivanti da risoluzioni ministeriali ingiustificatamente restrittive rispetto agli esercizi di vicinato, con particolare riferimento proprio al consumo sul posto –:

   se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle problematiche esposte in premessa e quali iniziative intenda porre in essere per evitare ulteriori danni alle attività commerciali e di laboratorio di vicinato alimentare.
(5-02207)

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