IL MERCATO NERO DEL TURISMO, Assohotel: la burocrazia uccide i regolari

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LA NUOVA SARDEGNA  19.05.2014

PAG 13 – DI  LUCIANO  PIRAS

Il presidente degli albergatori Confesercenti chiede l’intervento della Regione per combattere il fenomeno abusivismo.

NUORO «Caro presidente Pigliaru, le nostre aziende stanno morendo, e se stanno morendo è anche a causa dell’eccessivo carico burocratico». E ancora: «Bisogna fare qualcosa, la burocrazia condanna i “regolari alla chiusura” e incentiva l’abusivismo turistico commerciale e quindi l’evasione totale, in barba a qualsiasi normativa fiscale, alle piombature dei registratori, alla tracciabilità, alla guardia di finanza, alla Tares eccetera, eccetera». Lo sfogo di Carlo Amaduzzi, presidente provinciale e regionale dell’Assohotel Confesercenti, è lungo una pagina formato A4. Scrittura fitta, 530 parole per raccontare il dramma degli albergatori regolari. Una lettera spedita al presidente della Regione Francesco Pigliaru per sollecitarlo a prendere di petto la situazione: «Sono passati oltre due mesi dalla sua elezione, e se tra i suoi progetti rientrano veramente le sospirate riforme, si affretti, le faccia al più presto!» è la supplica sottoscritta da Amaduzzi. «Sburocratizzare e semplificare: è questo ciò che chiedono a gran voce gli imprenditori del turismo regolare, quelli con la partita Iva per intenderci, quelli che creano occupazione, pagano le tasse e non delocalizzano» spiega il numero uno di Assohotel. «Se questo si avverasse, caro presidente Pigliaru, gli imprenditori del nostro settore garantirebbero alla Sardegna un incremento di fatturato del 10% ogni anno». La realtà, tuttavia, è ben diversa. Una realtà che Carlo Amaduzzi conosce come le proprie tasche. Titolare dell’Hotel Domus de Janas Sul Mare, a Barisardo, racconta: «Noi avremmo bisogno ogni anno di fare dei continui rinnovamenti alle nostre strutture alberghiere per averle sempre al passo con i tempi, appetibili e innovative; ma tutto questo è impossibile, la macchina burocratica regionale tra concessioni, licenze e permessi sta distruggendo quanto resta del nostro tessuto produttivo compreso il turismo, naturalmente». Il rappresentante degli albergatori sardi aderenti alla Confesercenti sa bene «ovviamente che non tutto è imputabile alla macchina amministrativa regionale; credo, infatti, di poter affermare senza paura di essere smentito che quando si tratta di alimentare il carico burocratico noi italiani manifestiamo una particolare proficua predisposizione. Il risultato, comunque, caro presidente Pigliaru, è che io vecchio albergatore, invece di stare con i miei clienti, sono costretto a dedicare il 70% del mio tempo agli adempimenti vari, troppo spesso inutili e conseguentemente dannosi». E subito, Amaduzzi, elenca una serie di casi concreti chiari ed emblematici. «A riguardo vorrei raccontare – dice – il sunto dell’ultimo corso di “Aggiornamento per il primo soccorso”: in otto ore di lezione mi sono sentito ripetere esclusivamente che non possiamo toccare un malcapitato in stato di difficoltà (che per esempio è scivolato per le scale), e che il nostro compito è esclusivamente quello di dire a gran voce “Nessuno lo tocchi e lei chiami il 118”: tutto questo perdendo otto ore… francamente mi sembrano cose da pazzi per un paese civile!». «Ne racconto un’altra – va avanti il presidente dell’Assohotel –: per i bandi della “lunga estate” una volta si inoltrava tutta la documentazione in formato “cartaceo”, ora invece con l’evoluzione del web e delle nuove tecnologie siamo stati costretti anche a usare una procedura “on line” e, badi, questo è esattamente un doppio lavoro in quanto i moduli sono differenti: non aggiungo commenti». Tempo sprecato, insomma, denaro perso. Quando, invece, è sul fronte dell’abusivismo che bisognerebbe concentrare le forze: «Non possiamo rassegnarci a considerare questo fenomeno come un qualcosa di inevitabile. Eppure ci vorrebbe tanto poco, basterebbe che i burocrati digitassero su Google “casa affitto Sardegna” e si troverebbero davanti il mondo del nero e dell’evasione».

SU OTTANTA STRUTTURE UNDICI SONO ALL’ASTA

«Caro presidente Pigliaru, mi scusi lo sfogo, ma devo infine darle un dato che la rattristerà: in Ogliastra, su 80 strutture alberghiere, negli ultimi due anni 11 sono finite in vendita all’asta». È Carlo Amaduzzi, presidente provinciale e regionale di Assohotel Confesercenti, che chiude così la sua missiva inviata al presidente della Regione Francesco Pigliaru. Uno sfogo, ma soprattutto una richiesta di aiuto, l’ennesimo appello per tentare di salvare il settore. «Rappresentano il 15% circa – spiega riferendosi agli albergatori ogliastrini che hanno gettato la spugna –. È una tragedia e mi creda, il 70% di queste sono morte per la burocrazia regionale». «La prego, caro presidente Pigliaru… ci rifletta». Ossequi Carlo Amaduzzi, presidente Assohotel Confesercenti.

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