La stima dopo i fatti su Roma, Milano, Genova, Bologna, Firenze e Torino: con un mese di fermo possibili 20 milioni di mancati incassi. Il Presidente Gronchi: “Priorità alla prevenzione e fondi per rimborsare i danni alle imprese”
Non solo danneggiamenti, ma anche vendite mancate. Ogni sabato di fermo della vita cittadina a causa delle manifestazioni potrebbe costare fino a 5 milioni di euro di mancato fatturato a negozi e bar, in caso di chiusura forzata delle attività per l’intera giornata.
È quanto emerge da una stima Confesercenti sulle aree dei centri storici interessate dai percorsi delle manifestazioni a Roma, Milano, Genova, Bologna, Firenze e Torino. Il calcolo considera gli esercizi presenti in queste zone e il fatturato normalmente realizzato di sabato, ipotizzandone la chiusura per l’intera giornata. Nell’ipotesi di quattro sabati di chiusura, il mancato incasso complessivo potrebbe raggiungere circa 20 milioni di euro. Una cifra riferita esclusivamente alle vendite mancate, cui si aggiungerebbero gli eventuali danni materiali.
“Condanniamo con fermezza le violenze ed esprimiamo vicinanza agli imprenditori colpiti. Tra le attività di prossimità c’è preoccupazione, soprattutto per il rischio che questa situazione si ripeta. Il susseguirsi di chiusure e disordini compromette il lavoro delle imprese, scoraggia le persone dal frequentare i centri cittadini e indebolisce le economie locali. La priorità è prevenire nuove violenze e ripristinare un clima di fiducia, garantendo insieme il diritto di manifestare, la sicurezza e la possibilità di lavorare. Servono inoltre fondi dedicati per rimborsare i danni subiti dalle imprese, sul modello degli interventi attivati in Francia: un sostegno concreto e tempestivo per consentire alle attività colpite di ripartire”, le parole del Presidente di Confesercenti Nico Gronchi.
L’articolo Manifestazioni: Confesercenti, ogni sabato di chiusura forzata può costare fino a 5 milioni per negozi e bar proviene da Confesercenti Nazionale.
