L’Assemblea elegge all’unanimità Nico Gronchi Presidente. Le proposte: rigenerazione urbana, “Italia Semplice” e patto generazionale
La desertificazione commerciale avanza: in due comuni italiani su tre è scomparsa almeno una tipologia di attività essenziale e oltre mille comuni non hanno più neanche un negozio alimentare. Dal 2019 al 2025 sono sparite circa 140mila attività, tra cui 111mila negozi e 24mila bar. È l’allarme lanciato da Confesercenti in occasione dell’Assemblea nazionale, che ha eletto all’unanimità Nico Gronchi Presidente dell’associazione, a conclusione dei sei giorni del Forum “Aperti” in Piazza del Popolo a Roma.
Un fenomeno aggravato da una lunga stagione di instabilità. Secondo le stime Confesercenti, negli ultimi quattro anni guerre e tensioni internazionali hanno eroso ricchezza, in termini di Pil, per circa 2.400 euro a famiglia e determinato complessivamente 34 miliardi di euro di minori consumi. Un processo che indebolisce il mercato interno, mette sotto pressione le imprese e accelera la desertificazione commerciale.
Nel 2026, per ogni negozio che ha aperto si sono registrate quasi tre chiusure. Tra il 2019 e il 2025, la desertificazione commerciale e la crescita delle grandi piattaforme hanno sottratto alle economie locali circa 16,7 miliardi di euro. Insieme alle attività scompaiono servizi essenziali, punti di riferimento e occasioni di socialità.
Per invertire questa tendenza, Gronchi ha indicato tre direttrici. La prima è la rigenerazione urbana, al centro della proposta di legge di iniziativa popolare per la quale Confesercenti ha raccolto oltre 50mila firme. L’associazione chiede a Governo e Parlamento di avviarne l’approvazione: incentivi per chi apre o rileva attività nei territori fragili, sostegno alle locazioni commerciali, riuso degli spazi vuoti e autorizzazioni più semplici. Gli interventi dovrebbero essere sostenuti da un Fondo nazionale, finanziato anche attraverso una revisione della fiscalità sui grandi operatori del web.
La seconda è “Italia Semplice”, il progetto per rendere più efficienti i servizi a imprese e cittadini attraverso la certificazione dei processi burocratici e sportelli, piattaforme e call center riconoscibili dalla sigla IS. Confesercenti partirà dai propri servizi, chiedendo ad amministrazioni, enti pubblici e banche di fare altrettanto. Una semplificazione efficace potrebbe far recuperare lo 0,9% di Pil e consentire alle imprese risparmi per 7,5 miliardi di euro.
Il terzo asse è un patto generazionale: incentivi all’occupazione giovanile e femminile, accesso al credito e alla casa, formazione e sostegno alla natalità. Gronchi propone di destinare gli oltre 7 miliardi di eccedenze del Fondo di Integrazione Salariale presso l’Inps a una staffetta generazionale, accompagnando gradualmente i lavoratori senior verso la pensione e favorendo l’assunzione di giovani, con borse di formazione in intelligenza artificiale e tecnologia finanziate dai fondi interprofessionali.
“Dalla prossima legge di Bilancio ci attendiamo risposte concrete: detassare per tutti i primi mille euro della tredicesima, rendere strutturale la detassazione degli aumenti previsti dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni realmente rappresentative e introdurre crediti d’imposta per l’innovazione e l’intelligenza artificiale – afferma Gronchi –. A queste misure devono affiancarsi la riduzione del cuneo, il contrasto al dumping contrattuale e interventi capaci di ridurre concretamente il costo dell’energia per famiglie e imprese”.
“Il commercio e la prossimità non sono il passato delle nostre città, sono il futuro”, ha sottolineato Gronchi. “Rigenerazione, semplificazione e nuove opportunità per i giovani sono le leve per rilanciare crescita, coesione e competitività del Paese”.
L’articolo Confesercenti: desertificazione commerciale in due comuni su tre. Quattro anni di instabilità sono costati 2.400 euro di Pil a famiglia e 34 miliardi di minori consumi proviene da Confesercenti Nazionale.
