L’estensione del credito d’imposta per il caro gasolio anche ai servizi di trasporto non di linea di persone con autobus e di noleggio autobus con conducente rappresenta un risultato importante per un comparto che, nei mesi scorsi, ha subito forti perdite economiche a causa dell’aumento dei costi del carburante.
È quanto afferma Federnoleggio Confesercenti in merito alle novità introdotte dalla Legge n. 113/2026, di conversione del D.L. n. 63/2026, che amplia la platea dei beneficiari del credito d’imposta, già previsto per l’autotrasporto merci, alle imprese di trasporto persone e di noleggio autobus con conducente disciplinate dalla Legge n. 218/2003, per i veicoli di classe ambientale Euro V ed Euro VI.
La misura, con una dotazione complessiva di 300 milioni di euro, riguarda la maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio nei mesi da marzo a giugno 2026, rispetto al prezzo di riferimento di febbraio 2026. Un intervento atteso da imprese che hanno continuato a garantire servizi fondamentali per turismo, scuola, eventi, mobilità collettiva e territori, spesso senza poter trasferire sui contratti già sottoscritti l’aumento dei costi di esercizio.
“È un riconoscimento importante delle ragioni del nostro settore – dichiara Giuseppe Contrafatto, presidente nazionale Federnoleggio Confesercenti – e premia anche l’azione di rappresentanza svolta da Federnoleggio durante l’iter parlamentare. Le imprese del noleggio autobus con conducente e del trasporto turistico hanno vissuto mesi difficilissimi, con margini compressi e costi in forte crescita. Ora però occorre passare rapidamente dalla norma alla sua effettiva applicazione”.
Il beneficio, infatti, non è ancora concretamente utilizzabile per i nuovi destinatari: è necessario, il decreto attuativo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con gli altri Ministeri competenti, che dovrà definire modalità di accesso, criteri di calcolo, documentazione richiesta e procedure di domanda. Il credito sarà utilizzabile in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
“Chiediamo che il decreto attuativo sia emanato senza ritardi – conclude Contrafatto – e che le procedure siano semplici, chiare e compatibili con le esigenze operative delle piccole e medie imprese. Le risorse stanziate devono tradursi in liquidità effettiva ed in tempi rapidi. Il nostro impegno non finisce qui ma continuerà affinché l’attuazione della misura garantisca la piena inclusione di tutti gli operatori aventi diritto”.
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