Eppur si muove. Nel trimestre segnato dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e dal blocco dello stretto di Hormuz, il Pil italiano cresce dello 0,2% sul trimestre precedente e dell’1,0% su base annua, secondo quanto sottolinea Istat. Un aumento moderato, ma comunque oltre le attese di molti analisti. La crescita acquisita per il 2026 sale allo 0,8%, due decimali in più rispetto alla stima precedente. Sulle prospettive del resto dell’anno pesa, però, la prosecuzione del conflitto iraniano e la persistenza dei prezzi dell’energia su livelli molto elevati.
Così Confesercenti in una nota.
La resilienza della nostra economia è da ascrivere soprattutto al mercato interno. L’apporto della componente estera netta è stato negativo e il valore aggiunto di industria e agricoltura è in flessione, mentre la crescita è stata trainata dal terziario e dalla domanda interna.
Si tratta di un risultato incoraggiante, che contribuisce a rafforzare le prospettive per il 2026, ma che non deve indurre a sottovalutare le difficoltà con cui continuano a confrontarsi molte imprese, in particolare medie e piccole. I consumi restano, infatti, il principale motore della crescita, ma sono ancora frenati dall’incertezza e dall’aumento dei costi che gravano su famiglie e imprese, proprio mentre la spinta all’aumento dell’occupazione sembra essersi depotenziata.
In questo quadro, tutelare e sostenere la spesa delle famiglie è una scelta strategica. Per consolidare la ripresa serve rafforzare il mercato interno, a partire da misure che sostengano il potere d’acquisto delle famiglie e restituiscano fiducia alla spesa.
Occorrono inoltre incentivi agli investimenti delle imprese e un alleggerimento degli oneri fiscali e burocratici che continuano a penalizzare le attività economiche, con un’attenzione particolare alle imprese di minore dimensione. Commercio, turismo e servizi restano un pilastro della crescita e dell’occupazione e hanno bisogno di un contesto più favorevole per esprimere pienamente il loro potenziale: è la condizione per trasformare gli attuali segnali positivi in una crescita più solida e duratura.
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