“Il comparto olivicolo italiano sta attraversando una fase di profonda discontinuità, una vera e propria metamorfosi che sta trasformando l’olio da semplice prodotto di base a quello che oggi definiamo ‘oro liquido’. È un passaggio epocale che porta con sé opportunità straordinarie, ma che ci mette anche di fronte a criticità strutturali che richiedono da parte nostra risposte urgenti e coraggiose”.
Così Daniele Erasmi, presidente di Fiesa Confesercenti, durante il Convegno “Le sfide di mercato per l’olio di oliva in un mondo che cambia”, in corso al Sol Expo di Verona, vetrina internazionale dedicata alla filiera dell’olio di oliva e dell’olivo.
“Se guardiamo alla fotografia del settore scattata dal nostro Osservatorio e dai dati Ismea per la campagna 2024/2025, emerge una realtà complessa, un’Italia che purtroppo viaggia a due velocità. Se da un lato la nostra produzione resta un’eccellenza mondiale, coprendo il 15% della quota globale, dall’altro dobbiamo fare i conti con una fragilità climatica sempre più impattante. Nell’ultima campagna abbiamo registrato una contrazione produttiva significativa, pari a circa 248 mila tonnellate: un calo del 24% che non può lasciarci indifferenti”.
“Queste dinamiche produttive si riflettono inevitabilmente sul mercato. Insieme all’istituto di ricerca Nomisma, abbiamo analizzato come negli ultimi due anni i prezzi al dettaglio siano letteralmente esplosi del 72,5%. È un rincaro che ha spinto molte famiglie verso una sorta di strategia del contagocce: il consumo pro-capite è sceso drasticamente, passando da 12 a 7,5 chili annui. Quasi la metà dei consumatori ha iniziato a ripiegare su oli di semi per la cottura, riservando l’EVO di qualità esclusivamente al condimento a crudo. Eppure, in questo scenario di contrazione, l’eccellenza italiana tiene. Mentre l’olio spagnolo ha visto oscillazioni di prezzo al ribasso nel 2025, il nostro extravergine di alta qualità è rimasto stabilmente sopra i 9 euro al chilo. È il segno inequivocabile che il valore del prodotto italiano è riconosciuto, difeso e considerato un vero investimento dal consumatore consapevole”.
“Davanti a noi, però, il bivio è chiaro. La frammentazione della filiera e i nodi critici, dalla siccità alla piaga della Xylella, fino all’abbandono degli oliveti collinari, ci impongono azioni concrete. Come Fiesa Confesercenti, le nostre priorità per il 2026 sono chiare. Innanzitutto, dobbiamo tutelare la distribuzione specializzata: le botteghe e le gastronomie non sono solo negozi, sono i veri “ambasciatori” del territorio, gli unici in grado di spiegare perché un olio DOP o IGP valga la spesa. Parallelamente, dobbiamo puntare sulla trasparenza, accogliendo con favore le nuove normative UE sulla tracciabilità, affinché il valore resti nelle mani di chi lavora con serietà. E infine l’innovazione: dobbiamo accompagnare le piccole imprese nel salto digitale per accorciare finalmente la distanza tra il frantoio e la tavola”.
“Come Fiesa Confesercenti, continueremo a batterci affinché l’olio non sia mai considerato una semplice merce da scaffale, ma rimanga ciò che è sempre stato: un pilastro economico, culturale e identitario della nostra nazione”.
L’articolo Olio: Daniele Erasmi (Fiesa Confesercenti) a Sol Expo: “Forti criticità nel settore olivicolo ma l’eccellenza italiana tiene” proviene da Confesercenti Nazionale.
