Questa volta sarà bene che il Ministro Urso, Mister Prezzi e la Guardia di Finanza si facciano aiutare da google maps a non sbagliare indirizzo e, finalmente, si convincano che non troveranno gli speculatori internazionali sulle pompe, tra i benzinai, ma nelle sedi dei petrolieri.
E’ il primo commento delle Organizzazioni di categoria dei Gestori -Faib, Fegica e Figisc- al maxi rincaro dei prezzi dei carburanti che tutte le major petrolifere hanno comunicato ai Gestori nottetempo, imponendo loro di applicare immediatamente il nuovo listino alla pompa. L’aumento fino a 6 cent/lt -prosegue la nota congiunta- appare al momento ingiusto e per niente giustificato, se non da una mera “previsione” che “ipotizza” prossimi aumenti sui mercati internazionali.
In altre parole i consumatori italiani debbono subire un salasso solo perché gli “analisti” dei petrolieri nostrani stanno consultando la “sfera di cristallo”. Petrolieri che pure, come dovrebbe essere a tutti noto, debbono garantire al Paese che li ospita – e, quindi, hanno da parte- una riserva di almeno 30 giorni di prodotto stoccato, proprio in caso di emergenze come queste.
Ministro, Mister Prezzi e GdF, perciò, sono chiamati ad intervenire immediatamente ed esercitare ciascuno le sue proprie responsabilità perché non si inneschi una spirale che rischia di coinvolgere rapidamente, oltreché i carburanti e tutti i prodotti essenziali che vengono distribuiti su gomma, anche gas e elettricità.
Forse, in questa occasione, sarà più difficile avere l’impudenza di additare gli incolpevoli benzinai. Ma anche scaricare tutta la “colpa” in modo generico sulla “guerra” -conclude il comunicato sindacale- potrà essere pure comodo, ma è del tutto falso, comportando pure una palese connivenza con quanti già speculano e speculeranno ai danni della collettività e dei cittadini di questo Paese.
L’articolo Carburanti: aumenti ‘preventivi’ dei petrolieri. Immotivati maxi rincari fino a 6 cent/lt. Mimit, Mister Prezzi e GdF devono intervenire subito proviene da Confesercenti Nazionale.
