Legge di bilancio: Confesercenti e associazioni di categoria al ministro Patuanelli, da nuove norme su tracciabilità cereali pesanti oneri per le imprese

Grave impatto su tutta la filiera da decisione incomprensibile: trasparenza e monitoraggio già garantiti da disposizioni europee e nazionali

“Forte preoccupazione per l’introduzione, ad opera della recente legge di bilancio, di un ulteriore sistema di tracciabilità che prevede pesanti oneri per gli operatori che detengano, a qualsiasi titolo, cereali e farine di cereali in quantitativo superiore alle cinque tonnellate annue”.

È questo l’appello lanciato da Confesercenti, Confcommercio, Coop, ANCD e Federdistribuzione in una lettera al Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli.

Le nuove norme prevedono infatti significative sanzioni amministrative per le imprese che non annoteranno in un registro telematico le operazioni di carico e scarico. “Tale adempimento – spiegano le Associazioni di categoria – anche in ragione del modesto quantitativo annuale idoneo a far scattare l’obbligo e della scelta di prevedere la tracciabilità non solo delle materie prime ma anche delle farine, è destinato ad impattare pesantemente su tutta la filiera, gravando trasversalmente tutte le imprese di ulteriori e pesanti oneri, in un periodo in cui tutte le aziende devono già affrontare la difficile sfida di assicurare la continuità operativa nel contesto della crisi pandemica ed economica in atto”.

“La previsione di un tale onere – continuano Confesercenti, Confcommercio, Coop, ANCD e Federdistribuzione – risulta ancor più incomprensibile e sproporzionata alla luce delle disposizioni europee e nazionali che già garantiscono ampiamente gli obiettivi di monitoraggio delle produzioni cerealicole e di trasparenza verso il mercato”.

Le imprese chiedono al Ministro di eliminare questa disposizione nell’ottica di una maggiore semplificazione e sburocratizzazione, e di aprire un tavolo di confronto con tutti i settori interessati finalizzato a verificare la possibilità di rimodulare la misura sulla base delle effettive esigenze di tracciamento, nella logica di una minimizzazione dei costi e di una effettiva tutela e valorizzazione della filiera.

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