Istat, Confesercenti: “Da fiducia segnali di ripresa, ma il turismo vede ancora nero”

Calo consumi nel primo trimestre peggiore di attese. “Dare certezze alle imprese e sostenere la ripartenza della spesa delle famiglie”

Dopo il crollo dei mesi scorsi, arrivano i primi segnali di ripresa della fiducia dei consumatori. Anche se per le piccole imprese, del commercio ed in particolar modo del turismo, le prospettive sono ancora nere, vista la difficile ripartenza e le ferite lasciate dal lockdown, che ha visto un calo dei consumi peggiore delle attese.

Così l’Ufficio Economico Confesercenti commenta i dati Istat sulla fiducia di giugno e sui consumi nel primo trimestre dell’anno.

Il dato sul clima di fiducia relativo al mese di giugno, come sottolinea la stessa Istat, indica i primi segnali di ripresa dopo il crollo record dei mesi scorsi. Sicuramente il dato è migliorato perché l’emergenza sanitaria è, in parte, rientrata: l’allentamento delle preoccupazioni per la salute ha effetti sulla fiducia. Anche le misure di finanziamento degli ammortizzatori sociali e dei sostegni al reddito, pur con tutti i limiti, hanno avuto l’effetto di ridimensionare i timori delle famiglie che hanno potuto contare su forme di assistenza.

Ciononostante, i livelli degli indicatori sono ancora molto bassi. Segnaliamo in particolare, per quanto riguarda le imprese, che nel settore turistico permane ancora un forte pessimismo: a giugno, nonostante l’allentamento del lockdown, non si è infatti registrata una ripresa sufficiente dei flussi turistici. Anche nel commercio al dettaglio, pur registrando una ripresa – di circa dieci punti dell’indice – il clima di fiducia delle piccole imprese è ancora abbondantemente inferiore a quello della grande distribuzione. Famiglie ed imprese si stanno adattando a un contesto ancora molto incerto e i contraccolpi della crisi non si esauriranno in tempi rapidi.

Per sostenere la ripresa della fiducia, elemento chiave per la ripartenza dell’economia, bisogna agire in due direzioni. Da un lato occorre dare certezze alle imprese, rendendo più accessibili e veloci gli strumenti di supporto messi in campo fino ad ora, con particolare attenzione al tema della cassaintegrazione. Bisogna prolungare, una volta per tutte, il periodo di fruibilità dei sostegni al lavoro, introducendo incentivi per le realtà che riassumono. Dall’altro è necessario intervenire per sostenere la ripartenza della spesa delle famiglie: in questa situazione di emergenza, un taglio selettivo dell’IVA sui comparti più colpiti, soprattutto in un contesto di rimbalzo positivo della fiducia dei consumatori, potrebbe essere efficace nel dare un po’ d’ossigeno ai consumi asfissiati dalla crisi.

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