Fisco, avvisi ai contribuenti sul volume d’affari

Le comunicazioni arrivano al contribuente qualora vi siano discordanze tra il volume d’affari dichiarato e l’importo delle operazioni comunicate

In presenza di differenze tra il volume d’affari dichiarato e l’importo delle operazioni comunicate dai titolari di partita Iva e dai loro clienti, l’Agenzia delle Entrate segnala la circostanza al contribuente, indicando le modalità con le quali può richiedere informazioni o rendere noti elementi non conosciuti.

Questo, come si legge nel provvedimento dell’otto ottobre scorso, “per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei titolari di partita IVA, ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n.7.”

La comunicazione può essere inviata all’indirizzo di posta elettronica certificata del contribuente o, qualora l’indirizzo non sia attivo o non sia registrato nel pubblico elenco Ini-Pec, per posta ordinaria. In ogni caso, è consultabile anche nel Cassetto fiscale.

Il titolare di partita Iva, direttamente o tramite intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, ha facoltà di richiedere al Fisco informazioni sulle anomalie segnalate oppure comunicare fatti e circostanze, per spiegare le incongruenze emerse.

Qualora, invece, le segnalazioni siano da lui ritenute pertinenti può rimediare agli errori e/o omissioni avvalendosi del ravvedimento operoso, con conseguente pagamento delle sanzioni in misura ridotta, in base al tempo trascorso dalla commissione della violazione fino alla regolarizzazione.

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