COMMERCIO E TURISMO, OSSERVATORIO CONFESERCENTI:
“DA GENNAIO A OTTOBRE PIU’ DI 380 CESSAZIONI

 

SALDO NEGATIVO DI 163 UNITA’. CONTINUA IL TRACOLLO DEI BAR: NEL 2013 HANNO CHIUSO 73 AZIENDE, SALDO NEGATIVO DI 33 ESERCIZI, PARI AL39.2% DELL’EQUIVALENTE SALDO NEGATIVO SU SCALA REGIONALE”

La crisi di commercio e turismo continua: nei primi 10 mesi del 2013 si registrano oltre 381 chiusure, per un saldo negativo di poco superiore alle 160 unità. Vanno male tutti i settori ma, in particolare, continua il tracollo del settore PUBBLICI ESERCIZI (bar e ristorazione): dall’inizio dell’anno ad ottobre si sono registrate 115 (73+42) cessazioni di attività per un ritmo di quasi 10 chiusure al mese.
Nel settore, un tempo considerato forse il più florido del commercio, si sono registrate nel 2013 solo 69 nuove aperture, per un saldo negativo di 46 unità.
Vanno male le cose anche per gli ambulanti che nel V bimestre hanno sostanzialmente annullato l’incremento di 27 aziende che si era registrato alla fine del IV bimestre 2013. Nei primi dieci mesi del 2013, infatti, a fronte di 49 iscrizioni e 52 cancellazioni è tornato il segno meno con un saldo di –3 aziende.
“L’emorragia di imprese – commenta Confesercenti – non si ferma. Commercio e turismo sono schiacciati dalla crisi dei consumi interni che – insieme a una deregulation degli orari e dei giorni di apertura delle attività commerciali che non ha eguali in Europa, e che favorisce solo le grandi strutture- sta continuando a distruggere il nostro capitale imprenditoriale. La crisi sta portando a un rapido rinnovamento generazionale: Oltre il 30% delle nuove imprese di Commercio e Turismo è giovanile. E’ la dimostrazione della voglia di non arrendersi dei nostri ragazzi che, di fronte a un tasso di disoccupazione dei giovani che macina record su record, scelgono la via dell’auto-impiego. Adesso cerchiamo di tenerli sul mercato, in primo luogo evitando batoste fiscali, a livello nazionale o locale. Attendiamo, infatti, con preoccupazione gli effetti della Tares che visti i deliberati della maggior parte dei comuni, potrebbero dare il colpo di grazia a negozi di vicinato, soprattutto per le attività di somministrazione (Bar e Ristoranti), ortofrutta, pescherie, fiori e piante ecc..”.

 

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Moda, la crisi non si ferma: caldo e liberalizzazioni portano a risultati negativi
Particolarmente grave appare la situazione del commercio al dettaglio di abbigliamento, tessile e calzature. Il settore non beneficia di un recupero di vendite autunnale, a causa del protrarsi del clima caldo: a settembre 2013 le vendite di abbigliamento e pellicceria segnano su scala nazionale un calo del 3,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre si assiste al tracollo di quelle di calzature e articoli in cuoio (-6%). La crisi dei consumi e lo spostamento progressivo di quote di mercato verso catene di pronto moda e shop online completa un quadro di estrema difficoltà: nei primi dieci mesi del 2013 le imprese del commercio di moda registrano saldi di natimortalità preoccupanti. Nei primi dieci mesi dell’anno, infatti, hanno chiuso i battenti quasi il 10% (45 aziende) delle aziende attive registrate del settore (498).

tavola 2

 

 
Il bilancio del turismo: 122 chiusure in 10 mesi, saldo negativo di 50 aziende.
Anche per le imprese attive nell’alloggio e e nella somministrazione, tradizionalmente considerate afferenti al turismo, il 2013 è stato finora un anno molto difficile. Da gennaio ad ottobre ci sono state 122 cessazioni: un dato che nemmeno le 72 nuove aperture sono riuscite a correggere, portando a un saldo finale in perdita di 50 attività. Più marcata la tendenza registrata in Ogliastra dove il saldo negativo tra aperture e chiusure delle aziende del turismo (-16) rappresenta il 3.6% del totale delle imprese attive del settore (475), contro il 2.6% della provincia di Nuoro.

tavola 3

 

Focus somministrazione: da gennaio a ottobre chiusi 42 ristoranti e 73 bar.
Nemmeno la somministrazione riesce ad invertire la tendenza: complessivamente nei primi 10 mesi del 2013 hanno chiuso i battenti 73 bar e 42 ristoranti.
E se in prov. di Nuoro sono i bar a soffrire di più con un saldo negativo pari al 4.3% del totale imprese iscritte (650), al contrario in Oglastra sono i ristoranti a segnare particolarmente il passo con un saldo negativo di imprese che rappresenta il 6.2% del totale imprese attive del settore (contro lo 0.8% della prov. di Nuoro).
Si segnala in particolare che nella provincia NUORO-OGLIASTRA a soffrire di più sembrano essere proprio I BAR (40 iscrizioni e 73 cancellazioni), il cui saldo negativo di 33 unità rappresenta quasi il 40% del totale del saldo negativo regionale di settore (-84).

 

tavola 4

 

 

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NUORO Osservatorio Confesercenti commercio e turismo-2

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